Le origini del nome " SGURGOLA", pare trovi la sua fondata giustificazione da una radice della lingua longobarda e precisamente "Sculca", che par voglia significare "luogo di vedetta". La rocca e la stessa primitiva denominazione della località, e cioè “Sculca”, costituiscono dati di rilievo, anche se approssimativi, per farne risalire le origini all’alto medioevo e specificamente al periodo della dominazione longobarda in Italia. Anche se il territorio compreso tra il fiume Sacco e le propaggini collinari dei monti Lepini è stato oggetto di frequentazioni umane già nell’epoca preistorica di transizione tra il neolitico e l’eneolitico, ed ancora, sia pure a millenni di distanza, nel periodo repubblicano e imperiale di Roma, tuttavia nulla autorizza a ritenere Sgurgola coeva ai cennati reperti. Il primo elemento documentalmente certo, che assume rilevanza ai fini della ricerca sulle origini del paese, è la presenza del “notaro Giovanni de Scurca”, che negli anni tra il 946 e il 955 rogava l’atto di donazione con il quale i coniugi “Ilperino e Reticolam” lasciavano per l’anima dei loro genitori un terreno, posto presso la chiesa di San Salvatore, a favore della chiesa di Anagni e per essa al vescovo Leone, che ne reggeva il vescovado. La presenza del notaio non solo comprova l’esistenza del paese all’epoca, ma ne rivela il grado di evoluzione, che, attesi gli oscuri tempi medievali, turbati da guerre e invasioni barbaniche, dovette verificarsi con molta gradualità e lentezza. La parola “Scurca”, indicata come località di provenienza del notaio, costituisce senza dubbio la trasformazione di “Sculca”, originaria denominazione del paese, e che continuerà a trasformarsi attraverso i secoli, fino a diventare l’attuale “Sgurgola”, con passaggi successivi, di cui è traccia nelle vane fonti documentali. Accertato dunque che “Sculca” è termine longobardo, le origini del paese possono riportarsi all’epoca della dominazione longobarda in Italia, e più precisamente al periodo della invasione del ducato romano, comprensivo del territorio del basso Lazio e quindi anche delle nostre zone. Si può fondatamente sostenere, con una certa approssimazione circa la data, che Sgurgola ebbe origine al tempo di Rotari (636-652), o forse anche a quello di Liutprando (713-753), o comunque nel periodo del medioevo indicato come Bizantino-Longobardo, compreso cioè tra il 568 e il 774. L’epoca indicata trova riscontro storico nella stessa denominazione di “Sculca”, derivatale dal servizio che quivi veniva svolto, che era attività di polizia, attuata da militi e indicata come “servizio in scutca”. Tale servizio era appunto previsto dall’ordinamento militare longobardo, che stabiliva l’obbligo per tutti i cittadini di presentarsi per la difesa del territorio e per quella locale; e che per la città era chiamato “vigilia murorum”, mentre per la campagna era denominato “servizio in sculca”. Nell’anno 774, con la sconfitta e deposizione del re Desiderio ad opera di Carlo Magno, re dei Franchi, sceso in Italia a combatterlo su richiesta del papa Adriano I, cessava la dominazione longobarda in Italia. Aveva così fine anche la prestazione del servizio in “Sculca” e il territorio che vi era sottoposto tornava a far parte del Ducato romano. Alla località, ormai abitata dai militari e dalle loro famiglie, rimaneva la denominazione di “Sculca”, che attraverso i secoli si trasformava poi in Scurca, Sculcula, Sculcola, Scurcola, Scurgola e quindi Sgurgola, termini che sono appunto riportati in varie fonti documentali. Il nucleo abitativo con il fortilizio di guardia e di difesa, la rocca, era così inserito nella giurisdizione ecclesiastica e, abbandonato il primitivo assetto longobardo di posto militare, si trasformava in entità territoriale civile autonoma, soggetta al governo ecclesiastico centrale, come altri numerosi castelli del basso Lazio.